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Si trova nella cappella che, ricavata sul
lato sinistro del transetto, è opera posteriore alla morte di G.
Bernardino Genuino, come l’altra similare che si apre sul lato destro
del transetto stesso.
La cappella, recintata da una balaustra
marmorea a colonnine, è inquadrata da due alte colonne doriche di marmo
variegato che si innalzano da due basamenti pure di marmo, da un
perfetto arco a tutto sesto che poggia su pilastrini più interni
rispetto alle colonne e che, oltre il fastigio, con al centro lo stemma
della famiglia Ravenna, presenta un grande timpano con negli spazi
laterali due tele triangolari, nelle quali sono raffigurate, a sinistra,
la Giustizia e, sulla destra, la Temperanza.
L’altare, addossato alla parete di fondo
della cappella, è interamente rivestito di marmi policromi; il
dorsale, oltre che ricoperto da altri marmi, è ornato con due doppie
colonne doriche per lato ed i cui capitelli sostengono un cornicione e
un timpano triangolare; sicchè l’insieme ripete quasi interamente la
struttura che inquadra all’esterno la cappella.
Più in alto, il frontone è decorato con
intarsi marmorei a volute. |
| Al centro del
dorsale è sistemato il dipinto su tela, nel quale l’ignoto artista
ha rappresentato con fine delicatezza la Vergine che il popolo
invoca come auxilium
christianorum e che venera con
viva devozione. Sulle pareti laterali, verso il basso, sono
inserite due iscrizioni marmoree che ricordano il diritto di
patronato della famiglia Ravenna, che volle contribuire
all’abbellimento della Cattedrale proprio facendo costruire detta
cappella con fini marmi e ornare con fregi. In plano, dinanzi
alla cappella, è la tomba gentilizia dei
Ravenna superiormente alle iscrizioni marmoree laterali, due grandi
tele coprono le pareti entrambe di Nicola Malinconico: |
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