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La Gloria di Sant’Agata |
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La tela è incastonata nella parte centrale
della grande tettoia ed è contenuta in una cornice sagomata e dorata, che
bene si inserisce nella decorazione della tettoia stessa dal ricco
ornato a voluta e ad arabeschi dalla perfetta indoratura.
Anche questo dipinto è di Nicola Malinconico,
che lo eseguì su ordinazione del Vescovo Filomarini. Vi è raffigurata, al
centro, S. Agata circondata da Angeli, da alati putti e da flessuose
figure di Santi che sembrano accompagnarla verso un cielo luminoso, nel
quale si libra un Angelo in atto di deporre la corona della gloria sul capo
della Santa, che ha nel volto i semi di una serena dolcezza, espressione
riuscitissima della intensità dell’estasi.
La tela è una sicura replica dell’Assunta che
trovasi in S. Maria Donnalbina a Napoli
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Nella S. Agata di Gallipoli, però, la bianca tunica sembra voler coprire pietosamente le ferite causate dal sacrificio subito: inoltre, la veste ed il mantello della Santa e delle altre figure sono caratterizzati da un morbido panneggio, cui danno rilievo gli stupendi colori che vanno dal bianco all’azzurro, al marrone, al rosso, al giallo, tutti luminosissimi, che consentono di creare non solo gradevoli riverberi, ma anche zone chiaroscurali di grande effetto.Nelle parti estreme della tettoia sono inserite altre due tele dello stesso Nicola Malinconico: S. Pietro che visita S. Agata in prigione e L’eruzione dell’Etna fermata dal velo di S. Agata, altri due episodi della vita di S. Agata interpretati e riproposti dall’ artista napoletano con piena aderenza ai particolari. |