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Altare dell’Epifania o dell’Adorazione dei Magi

La mensa di questo altare presenta una struttura quasi identica a quella degli altari dedicati a S. Isidoro e a S. Francesco di Paola, sia per quanto riguarda le mensole a voluta ed intarsiate che la sorreggono, sia per i grandi pannelli marmorei presenti nella parte inferiore.

La differenza è nella mancanza dell’alzato con i pannelli rettangolari policromi, in quanto vi è inserita la base della cornice che racchiude la grande tela di O. A. Coppola e che, nella parte alta, risulta a linea spezzata, in contrasto con l’elegante arco a tutto sesto che inquadra l’alloggiamento.

Il dipinto, che riproduce l’evento della Adorazione dei Magi, è opera del pittore gallipolitano che la eseguì per conto della nobile famiglia Cariddi, la quale ottenne il diritto di patronato dell’altare, diritto che in seguito passò in favore della famiglia Coppola, come si evince dalla lastra marmorea ai piedi dell’altare.

Al centro della scena è la Vergine Maria, seduta sulle rovine di un tempio, in atteggiamento intensamente materno e con nel grembo il Bambino Gesù.

Le è vicino, in piedi, S. Giuseppe, mentre, sul davanti, sono ben distribuiti i re Magi con il loro seguito ed in atto di offrire i simbolici doni dell’oro, dell’incenso e della mirra.

Sull’estrema destra, un giovane ignudo si arrampica su un’alta colonna, forse per osservare meglio la scena, nella quale sono inserite figure femminili e maschili che partecipano all’avvenimento dell’adorazione dei Magi o che si apprestano ad offrire anch’essi dei doni al divino Infante, come si vede nella parte più bassa del dipinto, ai piedi di una scalinata.

Sulla sinistra, si nota un personaggio vestito di rosso e con in testa un copricapo dello stesso colore: con ogni probabilità vuole rappresentare il committente della tela, il canonico e cantore della Cattedrale G. Cariddi.

Sul fondo, un luminoso cielo azzurro è appena solcato da leggere nuvole bianche più in alto, un grappolo di Angeli sembra scendere con rapido volo.

La lapide marmorea così recita:

CONDITORIUM IN QUO VETUSTISSIMAE PATRICIAE GENTIS COPPOLA MORTALES EXCUVIAE IN PACE CHRISTI QUIESCUNT BEATAM ANABASIN EXPECTANTES JO. ANDREA EX EADEM GENTE SUPERNE MARMOREO LAPIDE EXORNAVIT A.R.S. MDCCCXXXVI

 


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