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Oggi, Giovedì Santo, la liturgia, dopo la
commemorazione del mistero della Istituzione dell'Eucaristia, prevede
che le Specie Eucaristiche vengano riposte, per l'adorazione dei fedeli,
in un Ciborio, riccamente addobbato con damaschi, fimi e luci. "Ab
immemorabili" questo Ciborio viene chiamato, anche se impropriamente,
"Sepolcro".
All'ora del tramonto, soprattutto le vie
del centro storico si animano di popolo che peregrina nelle numerose
chiese per adorare l'Eucaristia. Caratteristico è il pellegrinaggio
delle varie Confraternite.
Uno squillo di tromba, lento e sofferto
come lamento, cui fanno melanconica eco il rauco sussulto del tamburo
rullante e l'atono stridìo della "trozzula", si spande per le
orientaleggianti strade del Centro Storico, entra per le socchiuse porte
delle case antiche, dal perenne profumo di salsedine, interrompe
l'interessato viavai della gente o il garrulo vociare dei bimbi.
Poi!?!, ecco gli "incappucciati" che
processionalmente, a passo lento e grave, si recano a visitare, in orari
distinti, i "Sepolcri", allestiti nelle parrocchie e chiese cittadine,
per adorare il Grande Mistero Eucaristico. |
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Gli "incappucciati" o "mai", come vengono
chiamati, appartengono alle Confraternite locali, reliquie delle
medioevali corporazioni di arti e mestieri.
Le Confraternite sono tante: dei
muratori, dei sarti, dei pescatori, degli scaricatori del porto o "bastaggi",
dei fabbri, dei bottai, dei falegnami, dei calzolai e, anche, dei
nobili.
Ognuna di queste Confraternite ha una chiesa propria e una propria
"divisa". Solo tre Confraternite, come è dalla tradizione e dalla
storia, aggiungono al saio, alla mozzetta ed al cappuccio il cappello
dalle larghe falde e il bordone da pellegrino: quella di Santa Maria
della Neve e S. Francesco di Paola, quella della Misericordia e quella
della Santissima Trinità. |
E, suscitando ricordi di remoti tempi e
generando meraviglia, stupore e fede, vanno gli "incappucciati" sul far
della sera o nel cuore della notte del Giovedì Santo e alle prime luci
dell'alba o al pallido sole del vespro incipiente del Venerdì seguente,
prima che, con la Solenne Azione Liturgica, il Popolo Santo, riunito,
ricordi e rinnovi la tragedia del Golgota.
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