Commento alla XIII domenica del tempo ordinario
29/06/2019
Verbo di Dio. Liturgia della Parola di domenica 7 luglio, XIV del tempo ordinario
06/07/2019

Gradini di santità. «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me» (Mt 10,37)

La tua parola, o Signore, mi squarcia dentro come fa la scure nell’albero della foresta.
Non mi lascia indifferente, ma mi coinvolge nell’intimo più intimo di me stesso.
È una parola tremendamente scomoda per me, così abbarbicato a vizi, antichi come le montagne
e ad egoismi, profondi come il mare.
Eppure io sento che, se mi lascio penetrare dalla tua parola, se mi lascio da lei possedere, senza fare obiezioni, comincia per me un’avventura, faticosa, ma esaltante come lo è una scalata alpina o un volo spaziale.
È come ritrovarsi nuovo, dalla testa ai piedi, con la capacità di guardare con gli occhi di un bambino, pieni di stupore e di festa, la strada che mi si è aperta davanti e che mi conduce verso un domani dai colori pasquali dell’arcobaleno.
Amen.

Averardo Dini. La Parola pregata