Verbo di Dio. Liturgia della Parola di domenica 15 aprile, III di Pasqua
14/04/2018
Il commento di don Piero. La fede dei credenti ha proprio bisogno di dare «carne» ed «ossa», «mani» e «piedi» al vangelo
15/04/2018

Gradini di santità. «Guardate le mie mani e i miei piedi:sono proprio io! Toccatemi e guardate» (Le 24,39)

In certe mie giornate opache diventa forte in me il desiderio di poterti vedere e toccare perché la fede in te prenda corpo, o Signore.
Scaccio presto però come cattivo tale desiderio perché io so che la fede non nasce né dal vederti né dal toccarti.
Tanta gente, nella tua terra, ti ha visto e ti ha toccato, ma non ha creduto in te.
Posso passare accanto ad una bellezza meravigliosa e non restarne incantato.
Posso tenere in mano una perla preziosa e non conoscendone il valore, posso anche gettarla tra i rifiuti.
Tu, Signore, vuoi da me una fede che sia generata dall’amore, che sia esperienza di una realtà non veduta.
Sogno , desidero, amo e penso alla bellezza del giorno, pieno di luce, durante la notte, sotto un cielo senza stelle.
Sì, credo in te , Signore, e non vado a caccia delle tue apparizioni.
Credo in te perché ho scoperto che tu sei innamorato di me e che un pezzo del tuo cuore si è innestato nel mio,
allargandolo oltre ogni confine di tempo, di luogo e di spazio.
Amen.

Averardo Dini. La Parola pregata