Commento alla XXII domenica del tempo ordinario
01/09/2018
Verbo di Dio. Liturgia della Parola di domenica 16 settembre, XXIV del tempo ordinario
15/09/2018

Gradini di santità. «Sono le cose che escono dall’uomo a contaminarlo» (Mc 7,15)

Viviamo il tempo delle maschere, Signore, sommersi dal culto dell’immagine.
Curiamo la nostra forma estetica, ma non ci preoccupiamo di ciò che sta nel cuore.
Siamo adoratori di ciò che appare e incuranti di quello che interiormente siamo.
Occupiamo un posto in chiesa, ma il cuore e la testa restano per la strada.
Ci pavoneggiamo con le mani pulite e nascondiamo la sporcizia del cuore.
Marchiamo la cartolina all’ingresso e poi ce ne andiamo a girare in dolce bighellonaggio.
Compriamo un braccialetto d’oro alla moglie e andiamo al bar a prendere il caffè con l’amante.
Osserviamo la lettera della legge e inventiamo marchingegni per tradirla.
Dal momento che non sopporti, Signore, né fumogeni né maschere non sappiamo proprio come fai a sopportarci.
Il tuo occhio ci penetra dentro e guarda il cuore divenuto un immondezzaio.
È lì che vuoi condurci oggi a far pulizia e se non avremo il coraggio di buttar fuori il marcio che c’è, anche se a te vicini siamo di fatto nel luogo più distante da te.
Non puoi tollerare oltre che la nostra onorabilità sia solo di facciata e che il nostro vantato profumo altro non sia che un odore nauseante.

Amen.

Averardo Dini. La Parola pregata