Verbo di Dio. Liturgia della Parola del 15 marzo, III domenica di Quaresima
14/03/2020
Siamo tutti come ciechi in cerca della luce. Il commento di padre Ermes Ronchi
21/03/2020

Gradini di santità. Svègliati, tu che dormi, e Cristo ti illuminerà

Comportarsi da figli della luce, come chiede Paolo ai cristiani di Efeso (II Lettura), prima che essere frutto di un nostro impegno, è un dono che riceviamo dal Signore e dalla sua Pasqua, e che la nostra libertà dovrà poi sforzarsi di accogliere. Rimane comunque un dono battesimale, come annuncia lo stesso Apostolo, citando probabilmente un inno o un’antifona liturgica che la comunità pregava: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà». La nostra partecipazione alla Pasqua di Gesù, grazie ai sacramenti che celebriamo, apre i nostri occhi e ci dona una possibilità diversa di vedere, simile a quella di Dio, come Dio stesso rivela a Samuele: «L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (I Lettura). Questa affermazione, stando al testo ebraico, può essere anche intesa: «Dio vede con il cuore». Si tratta cioè di un diverso modo di vedere, che assume altri criteri di discernimento e di giudizio. Anche chi ci vede bene, ha bisogno, come il cieco nato, di essere guarito da Gesù, per giungere ad avere uno sguardo luminoso. È la nostra pretesa di vedere, illudendoci di non aver bisogno di guarigione, a renderci ciechi.

fr. Luca Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenza

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