S. TERESA DI GESU'

I Monasteri di Carmelitane Scalze nella Diocesi

Storia del Fondatore e Carisma dell'Ordine

L’Ordine Carmelitano trae il proprio nome dalla Santa Montagna su cui ha avuto origine: il Monte Carmelo, in Palestina, è un luogo santo, ricco di bellezza e di fascino, legato dalla Bibbia e dalla Tradizione alla figura del Profeta Elia e ad eventi salvifici e straordinari, continuo richiamo alla contemplazione e all’unione con Dio. Esso è anche il Monte di Maria, ed è qui che, intorno alla fine del XII secolo, alcuni eremiti si riuniscono nell’ossequio di Gesù Cristo e della Vergine, Madre e Sorella, per dedicarsi nel silenzio e nella solitudine alla continua ricerca di Dio, nell’ascolto diuturno della Sua Parola.

Complesse vicende storiche portano ad una graduale decadenza dell’ideale primitivo. Nel XVI secolo, S. Teresa di Gesù riporta l’Ordine alla purezza delle origini.

Teresa di Gesù, Dottore della Chiesa e Madre del Carmelo Riformato, nasce ad Avila in Spagna il 28 marzo 1515 da nobile famiglia. A 20 fugge di casa, nonostante provasse un dolore straziante nel separarsi dal padre, per entrare nel Monastero carmelitano dell’Incarnazione di Avila. Il 2 novembre 1536 veste l’abito carmelitano e il 3 novembre 1537 si consacra per sempre al servizio di Dio e di Nostra Signora del Monte Carmelo.

Una terribile ed inspiegabile malattia la fa cadere per quattro giorni in coma profondo, da cui si risveglia paralizzata; dopo tre anni di acute sofferenze guarisce miracolosamente per intercessione di S. Giuseppe. Una profonda crisi di carattere religioso-spirituale, che la tormenta per circa 17 anni, si risolve con la definitiva “conversione” davanti ad un’immagine di Cristo piagato: Teresa entra nell’esperienza mistica. La generosa risposta alle sollecitazioni dell’Amore divino, la portano a un grado di perfezione tale da poter svolgere la missione che Dio le affidava. La Santa penetra sempre più e quasi riflette in sé la vita della Chiesa, i suoi dolori, la nuova lacerazione della “unità” a motivo del dilagare del Protestantesimo e, soprattutto, delle profanazioni dell’Eucaristia e del sacerdozio.

Animata da una forte sensibilità ecclesiale dà inizio, attraverso infinite peripezie, contrasti e sofferenze, alla Riforma del proprio Ordine fondando in Avila (Spagna) il 24 agosto 1562 un piccolo monastero, dedicato a S. Giuseppe, dove poche monache, riunite in fraternità e in stretta clausura, ad imitazione degli antichi eremiti del Monte Carmelo, possano crescere sempre più per mezzo dell’orazione continua nell’intimità con Dio, diventando “grandi amiche del Signore… sì da ottenere da Lui quanto chiedono per il bene della Chiesa”. Numerose altre fondazioni di Monasteri di monache si susseguirono ed, a partire dal 1568, anche di frati.

Teresa è riuscita a trasmettere la sua esperienza mistica e la sua dottrina raggiungendo anche noi mediante i suoi Scritti ricchi di sapienza evangelica. Rimane pertanto viva in qualità di Maestra e Madre spirituale, benché abbia terminato i suoi giorni terreni ad Alba de Tormes, nel fulgore di un’estasi, il 4 ottobre 1582.

monastero

L'ingresso del Monastero

SANTA TERESA2

Lapide che ricorda il Vescovo fondatore del Monastero, Mons. Perez Della Lastra

Il Monastero delle Carmelitane Scalze di Gallipoli e Storia del Miracolo

Il Monastero delle Carmelitane Scalze viene fondato in Gallipoli il 27 Maggio 1692 dal Vescovo spagnolo Mons Antonio Perez de La Lastra, uomo dotato di eccezionale cultura, fede profonda e grandissima umiltà. Situato nel centro storico della città, ne diventa subito il cuore pulsante e centro di irradiazione di spiritualità teresiana.

A partire dalla seconda metà del XIX secolo il Monastero di Gallipoli, in seguito alle leggi soppressive e alla confisca dei beni imposta a tutti i Monasteri dal governo italiano, viene a trovarsi in estrema povertà.

Giunto allo stremo, con un debito di 300 lire e senza poter più ricevere credito nemmeno per acquistare un pezzo di pane, un Triduo di preghiere alla SS. Trinità per intercessione della Serva di Dio Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, carmelitana scalza morta a Lisieux (Francia) a soli 24 anni, ne risolleva miracolosamente le sorti.

Nella notte fra il 15 e il 16 Gennaio 1910, Teresa appare alla Priora, Madre Carmela del Cuore di Gesù ( Ida Piccinno), recando, insieme al soccorso materiale (500 lire per pagare il debito e per le altre necessità della Comunità), la preziosa conferma che la sua via di confidenza è sicura e che non rimane deluso chi ripone in Dio tutta la sua speranza ( “La mia via è sicura né l’ho sbagliata” sono le parole proferite dalla Santa a Madre Carmela). Il Miracolo, riconosciuto dalla Chiesa, rende responsabili le Carmelitane di Gallipoli nel vivere e nel diffondere il messaggio della Piccola Via, quanto mai attuale e necessario per l’uomo di oggi, spesso immerso nella solitudine e travolto dall’angoscia esistenziale.

Ministero

L’apostolato proprio delle Carmelitane Scalze nella Diocesi e nel mondo “è quello puramente contemplativo, e consiste nella preghiera e nell’immolazione con la Chiesa e per la Chiesa, escludendo ogni forma di apostolato attivo” [Costituzioni delle Carmelitane Scalze n. 126]

Orario della Comunità:

  • ore 05.30 Sveglia

  • ore 06.00 Lodi e Orazione

  • ore 07.50 Ora Terza

  • ore 08.00 S. Messa

  • ore 08.45 Colazione

  • ore 09.00 Lavoro

  • ore 11.50 Ora Sesta

  • ore 12.00 Pranzo

  • ore 12.45 Ricreazione

  • ore 13.30 Ritiro in cella

  • ore 14.45 Lettura in cella

  • ore 15.40 Ora Nona

  • ore 16.00 Lavoro

  • ore 17.30 Vespri e Orazione

  • ore 19.00 Cena

  • ore 19.45 Ricreazione

  • ore 20.40 Compieta

  • Ufficio delle Letture

  • ore 22.45 Riposo

altare santa teresa

La chiesa di Santa Teresa

Costruita sul finire del XVII secolo ed adibita a servizio del monastero claustrale delle Carmelitane scalze, questa chiesa rappresenta un esempio significativo, se non unico, dell’applicazione del gusto barocco leccese del tempo trasfuso nel grande e monumentale retablo dell’altare maggiore minutamente scolpito nella pietra leccese, che fa da sfondo al lezioso e policromo altare marmoreo, nella prima metà del XVIII secolo scolpito dal napoletano Gennaro Cimafonte su disegni dell’architetto Niccolò Tagliacozzi Canale.

Chiesa e Monastero furono costruiti tra il 1687 ed il 1690 a cura e spese del vescovo spagnolo Perez de la Lastra, del quale è visibile il marmoreo monumento funerario “in cornu evangeli”.

Rutilante di dorature appare il settecentesco organo, montato sulla cantoria nel presbiterio, attribuibile al mastro organaro Carlo Sanarica, originario di Grottaglie e morto a Gallipoli nel 1770.

Sull’altare maggiore è collocata la tela raffigurante la Sacra Famiglia con S. Teresa e al secondo ordine del retablo la Madonna del Carmine.

Anche gli altri tre altari laterali in pietra rivelano tutti i caratteri tipici del gusto barocco leccese.

Interessante la tela raffigurante i Santi Agostino ed Ignazio di Loyola attribuita alla scuola leccese del pittore Antonio Verrio.

La chiesa ha due differenti entrate: quella principale è sovrastata dalla statua della titolare e da una lunga epigrafe, con stemma episcopale di mons. De Rueda che rammenta la edificazione della chiesa nel 1690 e la concessione dell’indulgenza plenaria riservata ai fedeli che avessero recitato la salutatio angelica.

Sulla porta principale, di prospetto all’altare maggiore, è collocato, invece, lo stemma lapideo dell’ordine dei Carmelitani scalzi.