TESTAMENTO di MONS. VITTORIO FUSCO - VESCOVO DI NARDO' GALLIPOLI DAL 1995 AL 1999

 Oggi, ventisei maggio 1999, con il presente testamento scritto di mio pu­gno che annulla ogni altra redazione precedente, nella piena consapevolezza di tutte le mie responsabilità e nello spirito del Concilio (Presbyterorum ordinis,17) e del Canone 282, che raccomandano di destinare per apostolato e carità quanto acquisito nel corso del ministero e non utilizzato per il sostentamento, intendo disporre delle mie cose, in caso di morte, come segue.

Dovunque avverrà la mia morte, desidero che le esequie abbiano luogo nella Cattedrale di Nardò; la sepoltura nella tomba dei Vescovi nella Concattedrale di Gallipoli presso l'altare del Santissimo Sacramento, sotto la lapide apposta da Mons. Montoja.

Il loculo acquistato nel Cimitero di Campobasso, lo lascio a disposizione dei miei familiari perché possano utilizzarlo a loro discrezione, eventualmente anche per qualche famiglia in situazione di bisogno.

Per le esequie desidero essere rivestito con la casula violacea preparata a tale scopo fin dall'inizio, del mio sacerdozio. Desidero che sul mio petto la croce d'argento sia sostituita con quella di legno donatami dagli studenti di Napoli, che in vita ho preferito non portare per evitare ogni apparenza di sin­golarità e di demagogia.

La croce d'argento piccola, dono carissimo di Mons. Pietro Santoro, l'altra più grande dono del presbiterio di Campobasso-Boiano e l'anello desidero che restino come ricordo al Seminario diocesano, che è stato in questi anni la mia casa serena e ospitale.

Il calice e altri oggetti e indumenti liturgici vorrei che fossero portati, alla prima occasione, nella Diocesi di Mercedes (Uruguay) dove svolge il suo ser­vizio il nostro missionario fidei donum.

Il pastorale in legno di noce, dono della Diocesi, desidero che resti ai suc­cessori pro tempore; quello argentato, dono di amici napoletani, al Seminario Regionale Appulo di Molfetta.

Alla mia diocesi di origine di Campobasso-Boiano, in segno di gratitudine per il dono della fede, del battesimo e del ministero sacerdotale, desidero la­sciare nella persona dell'Ordinario pro tempore l' appartamento di Corso Mazzini 129, con tutti gli annessi, perché ne disponga a sua discrezione per fini di religione e di culto.

In segno di affetto e riconoscenza per questa carissima Diocesi di Nardò­Gallipoli che il Signore ha voluto affidarmi, desidero che rimanga alla Diocesi qualsiasi somma in danaro liquido, crediti, depositi bancari, detratto prima quanto eventualmente ancora mancasse per il pagamento delle quattro statue commissionate per la Cattedrale, e l'offerta per trenta Sante Messe da celebra­re una tantum per me, i miei cari defunti e le anime più bisognose di suffragio.

Alla Diocesi desidero che rimangano anche libri, arredamento e quant' altro di mio si trovasse in Episcopio e in Seminario, salvo quanto liberamente voles­sero conservare mia sorella Giuseppina e i nipoti Letizia e Giordano.

Come segno di gratitudine, al mio primo segretario don Santino Bave-Ba­lestra lascio il reliquiario di S. Giuseppe da Copertino conservato nello studio in Episcopio; al secondo segretario don Sandro Aluisi l'autografo del Beato Pio da Pietrelcina.

     Alla Radio diocesana "M. L. King" vorrei che restassero registratore, ste­reo, nastri e dischi.

All'Istituto Teologico Pugliese intendo lasciare tutti i diritti di autore su opere già pubblicate o in corso di pubblicazione con la condizione che ogni eventuale riedizione sia sempre degli scritti nella loro forma integrale, esclusa ogni forma di abbreviazione e antologia.

Di queste disposizioni prego il Vicario pro tempore di farsi lui stesso esecu­tore.

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Come testamento spirituale mi limito a invitare tutti coloro che attraverso la mia predicazione o gli scritti o gli incontri personali hanno potuto ascoltare la Parola del Signore, a risvegliarla nei loro cuori e farla fruttificare. Un'unica raccomandazione spirituale: meditare quotidianamente la Sacra Scrittura, sempre nella luce della vita dei Santi, che ne offre il commento più fedele e per­fetto (cfr. S. Gregario Magno, In Ezechielem, I, 10,38).

A coloro che in qualche occasione mi avessero frainteso e contrastato, l'as­sicurazione di averli pienamente perdonati già dal primo momento; così come domando anch'io il perdono per gli errori e le mancanze commesse per la fragilità della condizione umana.

Un particolare ringraziamento a tutti i collaboratori, presbiteri e laici, da cui ho ricevuto quotidiani esempi di generosità; a coloro che nella malattia mi han­no premurosamente assistito o mi sono stati vicini con l'affetto e la preghiera.

A tutti l'invito a ritrovarci nell'Eucarestia per rendere grazie alla misericor­dia di Dio, in unione al Magnificat di Maria, in attesa che la comunione dei Santi sia piena e definitiva nel Regno eterno di Dio.

                                                                                                             + Vittorio FUSCO - Vescovo di Nardò Gallipoli

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