|
É il venerdì precedente la Domenica delle
Palme; potremmo definirla, paradossalmente, il giorno "più atteso e più
bello" dell'anno, perché, nella considerazione e sublimazione del dolore
della Donna più Santa, la nostra gente si esalta, si nobilita, genera
propositi di bene, di perdono, di amore.
Un tempo le donne gallipoline indossavano
il nero del lutto per riporlo il Sabato Santo allo scampanio della
Risurrezione. Oggi è tutta una folla che, commossa, visita l'Addolorata
nella Chiesa del Carmine, partecipa ai Sacri Riti che vi si alternano
continuamente e segue, piangendo e recitando le tradizionali "mille Ave
Maria", la processione.
Questa inizia, partendo dalla chiesa
suddetta, a mezzogiorno, preceduta dall'araldo che suona la tromba
lamentosa e dal tamburino che fa vibrare il suo timpano, quasi a voler
riprodurre il lamento ed il singhiozzo accorato della Madonna che
percorre le strade alla ricerca del Figlio perseguitato e tormentato.
|
 |
 |
La processione è composta
di "confratelli" che vestono sacco, mozzetta e cappuccio nerissimi
recando, quasi con marmorea staticità, grandi torce di cera. La statua
che rappresenta la Vergine Maria, vestita con abito di seta nero,
riccamente ricamato in oro, viene portata a spalla da devoti, che si
alternano. Seguono i sacerdoti che, sotto il pallio, innalzano il Santo
Legno della Croce, ed una lunghissima schiera di devote oranti e vestite
in gramaglia. |
| La processione percorre
sino a tarda sera le strade della città, sostando prima nella Basilica
Cattedrale, gremitissima di gente, che partecipa al Sacro Rito
presieduto dal Vescovo, ed assiste all'esecuzione dell'oratorio sacro
denominato la "Frottola", o dello
STABAT MATER, composizione musicale con accompagnamento di
canto quanto mai suggestivo ed intimamente penetrante. |
 |
| Quest'assieme di tonalità
tenui, di mormorii leggeri, di adagi lenti, di prevalenti accenni di
melodie che tosto svaniscono e poi ritornano e sembrano uguali e pur
diverse, giustificano il tradizionale termine di "Frottola",
composizione di genere popolaresco, cimelio musicale di scuola
settecentesca. La grande orchestra ed il coro di voci bianche infondono
un carattere particolare di totale partecipazione ascetica. |
| Al rientro dal Borgo si
unisce alla Confraternita della Misericordia quella di Santa Maria della
Neve per il tradizionale "ssuppiju". I "cassobbi" (cioè i confratelli di
Santa Maria della Neve) dirigono la processione che sosta nella loro
Chiesa per il canto dello Stabat (in gregoriano) e la preghiera di rito.Toccante
è la benedizione, dai bastioni della cinta muraria che sovrasta il
porto, dei navigli, dei naviganti e, in genere, del mare mentre le
sirene dei natanti all'ancora plorano lamentosi, penetranti, come
richiesta di continuo soccorso e protezione! La statua della Vergine
viene rivolta verso il mare, mentre il Sacerdote, lo benedice! |
 |
|