II Vicario Generale D. Giovanni Battista Dionisio, che eseguì la visita in assenza di mons. Capece il 21.6.1600, annotò che la confraternita era organata nella Chiesa dei Domenicani. Da questa visita pastorale si evince che la costituzione della confraternita fu fatta tra il 1570 ed il 1571 per concessione ed autorità dei Padri Domenicani, evidentemente sulla scorta della Costituzione “Dum ineffabìlìa” di Papa Si-sto che dava ai Domenicani la facoltà di erigere Confraternite sotto il titolo del SS.mo Rosario. Nel 1605 abbattuta la cappella di Silvio Nanni, Mobilio Lachibari venne incaricato della ricostruzione della nuova cappella confraternale.

Il 29.8.1687, con atto del notaio P. P. Senape, fu ricostituita la confraternita a cura di Don Giuseppe della Cueva, avendo avuto la concessione di organarla nella sacrestia della chiesa dei Domenicani. Fu costruito, quindi, un nuovo oratorio, all’interno del chiostro nei locali della vecchia sacrestia, dove la fratellanza operò fino al 1900, anno in cui sopravvenne la cessione, a favore della confraternita, della chiesa ex conventuale di S. Domenico. Le regole furono riformulate nel 1768 e la confraternita ottenne il regio Assenso anche sull’erezione il 30.12.1768. Poi abrogate e sostituite da Mons. Margiotta il 28.12.1937.

Abito confraternale è costituito dal sacco con il cappuccio di tela bianca, il cordone pure bianco con un lungo rosario, la mozzetta nera con la effigie della Madonna di Pompei.

Il Consiglio di amministrazione della Confraternita è attualmente presieduto dalla Priora